Brevettare un maiale è possibile!

Il titolo è abbastanza provocatorio ma è una ottima sintesi di quello di cui sto per parlarvi. Allora tempo fa ho letto una notizia abbastanza assurda (mi pare nel 2009) che parlava di questa situazione tragicomica: in una richiesta di brevetto del colosso Monsanto (esattamente la richiesta WO2009097403) l’azienda esige diritti sulla pancetta e le bistecche, perché derivanti da suini nutriti con vegetali di suo brevetto. Allora partiamo dal presupposto che già avergli concesso dei brevetti su dei vegetali perché modificati con OGM mi pare una cosa inverosimile poiché L’UOMO NON PUO’  ACCAPARRARSI I DIRITTI DI UN VEGETALE E/O UN ANIMALE ESISTENTE IN NATURA, anche se è stato modificato, sappiamo tutti che questa “modifica”consiste nel mischiare con il dna di altri esseri viventi e/o piante e che spesso sono nocivi alla nostra salute (se volete maggiori informazioni riguardo le possibili drammatiche conseguenze dell’uso di prodotti OGM visitate questo link). Io credo che i brevetti sulle sementi e gli animali da allevamento siano da vietare in tutto il mondo, poiché il “cibo” è un bene comune e nessuno può accaparrarsi i diritti ovviamente di carne, pesce,  verdura e frutta  (l’azienda depositò una richiesta per brevettare i pesci di acquacoltura nel marzo 2010). Al di là del rischio che si giunga a mettere l’intera produzione di cibo del pianeta nelle mani di due o tre aziende, precipitando tutti noi in un regime di controllo totalitario, che distruggerà la biodiversità naturale e che aumenterebbe la già drastica situazione della fame nel mondo, sulle nostre tavole arriveremo ad avere del cibo modificato in laboratorio (OGM) che punta soltanto al profitto di queste aziende, e vi assicuro che a loro non importa se l’apporto di vitamine e carboidrati ecc scende drasticamente effettuando queste manipolazioni, tantomeno gli importa se il cibo che mangiamo è cancerogeno. Un’altra cosa che magari non sapete è che ci fu una direttiva nel 1990 (Direttiva europea 98/44) che da la possibilità di brevettare materia vivente. Una delle associazioni che ha sempre avuto a cuore questo problema, che vi è stato SEMPRE tenuto nascosto dai media sotto il controllo delle multinazionali, è la EQUIVITA che a marzo di quest’anno ha lanciato un comunicato stampa per fermare questa assurdità:

L’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) di Monaco è pronto a concedere nuovi brevetti su sementi, piante e alimenti ottenuti mediante riproduzione tradizionale. Lo dimostra una recente ricerca commissionata dalla coalizione “No Patents on Seeds” (“No ai Brevetti sulle Sementi”), fondata da organizzazioni della Germania, della Svizzera e della Norvegia. Infatti, a gennaio del 2011 la “Divisione esame” dell’EPO ha comunicato alla società sementiera “Seminis” che non esistono sostanziali obiezioni alla sua richiesta di brevetto sui pomodori riprodotti in modo tradizionale (EP1026942), per i quali la Seminis ha in precedenza presentato domanda di brevetto.
L’EPO ha inviato riscontri dello stesso tenore anche ad altri richiedenti.

“No Patents on Seeds” : “Se non fermiamo questa tendenza, entro qualche anno le sementi non coperte da brevetto potrebbero scomparire completamente dal mercato. Multinazionali come Monsanto, Syngenta e Dupont saranno allora in condizione di decidere che piante si debbano coltivare, quale cibo debba essere venduto in Europa e a quale prezzo”, ha detto uno dei portavoce della coalizione (1).

A dicembre del 2010 l’EPO si è infine pronunciato su di un caso che era stato scelto come “ caso giuridico” e che riguardava dei brevetti concessi su broccolo e pomodori, stabilendo che in linea generale i normali processi di riproduzione non possano essere brevettati. Una decisione finale e completa sul caso broccolo- pomodori è ancora attesa per le prossime settimane.
Tuttavia una recente ricerca effettuata da “No Patents on Seeds” ha evidenziato che l’EPO continua a concedere brevetti su piante, animali e sementi riprodotti con processi tradizionali, come pure su alimenti da questi derivati. Ciò fa pensare che resteranno liberi da brevetto solo i processi riproduttivi.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA si appella affinché venga modificata la politica dell’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, che con la sua pratica corrente erode il divieto di brevettazione oggi esistente per gli organismi viventi riprodotti in modo tradizionale” (vedi Convenzione Europea dei Brevetti), dice Fabrizia Pratesi, coordinatrice del Comitato Scientifico EQUIVITA, aderente alla coalizione “No Patents on Seeds”.

L’EPO continua a favorire gli interessi delle aziende, applicando ancora una volta la politica adottata nel 1999 quando iniziò a rilasciare i brevetti sugli Ogm, e non rispettando la Convenzione Europea dei Brevetti, che era preposto ad applicare.
In tal modo il controllo della produzione alimentare si concentra sempre più in poche mani, o pochi monopoli, recando ai Paesi poveri quel danno gravissimo che è la mancanza di cibo. La fame nel mondo oggi non è dovuta a carenza di produzione (lo dichiara da tempo la FAO), ma all’uso monopolistico e alla conseguente cattiva distribuzione della stessa. I paesi poveri, dopo essere stati già colpiti dall’aumento dei costi di produzione, dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità (causata dell’agricoltura intensiva, specie se Ogm) e da altri fattori ancora, vengono privati sempre più della loro sovranità alimentare e della loro agricoltura di sussistenza.
Il Governo tedesco e i deputati del Parlamento tedesco di ogni orientamento hanno di recente condannato i brevetti su piante e animali. Critiche sono state mosse anche dagli allevatori di Olanda e Germania e da molte organizzazioni di agricoltori di tutto il mondo
.

Inoltre, sempre da EQUIVITA è stata creata una lettera aperta ai Membri del Parlamento Europeo e alla Commissione Europea, che potete firmare visitando questo link: EQUIVITA

Che dire, come sempre si preferisce il denaro al bene comune, le multinazionali comandano quelli che in teoria abbiamo votato e che, sempre in teoria, dovrebbero fare i NOSTRI INTERESSI cioè far si che TUTTI possano sempre beneficiare dei frutti che la terra ci dona. La cosa più assurda e che mi sconvolge di più è che spesso questi OGM sono stati dichiarati la soluzione ai problemi del terzo mondo, poiché sono più resistenti e crescono in luoghi in cui normalmente non avrebbero modo di esistere, ovviamente è solo una scusa poiché sappiamo benissimo che per risolvere i problemi di fame del terzo mondo basterebbe smetterla di sfruttarli e di iniziare a fargli utilizzare le RISORSE CHE SONO PER DIRITTO DI LORO PROPRIETA‘ e soprattutto, togliere quei debiti che abbiamo causato noi stessi sfruttandoli, di certo fargli coltivare delle piante che potrebbero farli ammalare o addirittura ucciderli non è un aiuto, non fatevi ingannare.

Boicottate le aziende che usano OGM e guardate sempre gli ingredienti di ciò che mangiate. Soprattutto non pensate minimamente che un prodotto, perché è di MARCA, sia genuino o che la stessa azienda sia fuori da questo schifo o da altri coinvolgimenti deviati; vi ricordo che la BARILLA non è solo pasta e tarallucci del mulino bianco, bensì una “magica unione” di finanziatori ed alleati, soprattutto produttori di armi: ad esempio il micidiale cannone 20 millimetri (Oerlikon) adottato con furore da Hitler e in seguito dai dittatori di mezzo mondo. Quindi si evitate pure quella e guardate sempre con sospetto le altre marche e, non smetterò mai di ripeterlo, informatevi con mezzi alternativi!

Un abbraccio.

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