La fuga dall’inferno: dalla padella alla brace

Salve, volevo sottolineare un paio di punti e pubblicare le mie idee sull’immigrazione clandestina, soprattutto su quello che i tg hanno tanto pubblicizzato: Lampedusa. Allora al di là del fatto che non ho ben capito cosa può minimamente interessare agli abitanti di Lampedusa se il nostro “amato” premier acquista una villa in quella zona quando alla fine il problema dell’immigrazione non viene minimamente gestito. Allora voglio fare un quadro della situazione: in Italia in media abbiamo sempre avuto un’immigrazione clandestina continua, in questo periodo ovviamente è aumentata poiché il conflitto in Libia è diventato un massacro vero e proprio e le rivolte in Tunisia ed Egitto spesso sono state soppresse con il sangue e il caos regna sovrano. Non è una novità che la gente scappi dalla guerra e che chieda aiuto a nazioni vicine, anzi spesso noi stessi italiani per cause economiche abbiamo avuto dei periodi di abbondante emigrazione verso l’America, la Germania ecc. La cosa più bella e che mi stupisce davvero sapete qual’è? L’assurdità della situazione e dei provvedimenti presi. Per cominciare al governo abbiamo un partito di centro/destra (per così dire poiché sarebbe stato giusto definirlo in maniera differente) che ha una buona fetta in mano alla Lega. Questo partito si è sempre riempito la bocca dando addosso agli immigrati e in parte al sud del nostro paese come principali problemi da risolvere. Bè al di là del fatto che molti paesi dell’unione europea, prima hanno dato delle belle parole di sostegno e una chiara volontà di voler risolvere il problema e poi, si sono dileguati ma il nostro governo xenofobo e razzista cosa ha fatto? Ha, stranamente, aperto le braccia e accolto tutti gli immigrati, gestendo la situazione come se le persone arrivate fossero delle bestie, rinchiusi in angusti e per niente adatti “centri di accoglienza” e dandogli la possibilità di vagare per l’Italia liberamente (spesso questi centri non sono sorvegliati e la gente ovviamente scappa per paura di essere rispedita in quell’inferno di posto da cui vengono). Allora io dico se il nostro caro governo ha attuato questi piani per far bella figura con l’europa è palese che, come sempre, abbiamo fatto una magra figura (e forse farsi vedere in difficoltà può giovare a prendere altri prestiti o aiuti), ma sono sicuro che grazie a questa immigrazione la Lega stia guadagnando parecchio. Pensateci, cosa c’è di meglio di una immigrazione (apparentemente impossibile da controllare), lasciare libere le persone che (non avendo un euro in tasca e parecchia fame) vanno in giro a rubare per riuscire a mettere qualcosa sotto i denti? La gente diviene indignata e preoccupata (oh mio Dio non esco di casa dopo una certa ora altrimenti mi violentano o chi sà che fine faccio) [quì ritorniamo al discorso della paura che giova in tutti i giochi di potere] e quindi quasi automaticamente inizierebbero a votare Lega. Adesso voi direte ma che alternativa poteva avere il governo? Bè per iniziare poteva tranquillamente arginare la situazione attuando delle vere politiche di gestione dell’immigrato fatta come si deve (capire chi è, da dove viene e perché) e soprattutto appena si aveva il sentore del problema inviare immediatamente degli aiuti in modo da arginare la partenza dal nord africa e assicurarsi di avere sotto controllo le coste, così facendo tutti quelli che stanno guadagnando su questi viaggi della speranza (che spesso finiscono in tragedia) fossero costretti a non dare questa scelta alle povere persone che, impaurite e senza sostentamenti, cercano vie di fuga “facili” (di certo non hai bisogno di un permesso o di una carta di identità per scappare su un barcone). La cosa che mi fa davvero pensare è che vita d’inferno stanno passando queste persone.

Nel mio paese c’è la guerra da sempre, spesso le armi e i “motivi” di questa guerra sono portati dagli europei e dagli americani da aziende e petrolieri, ogni giorno ho paura per l’incolumità della mia famiglia, dei miei figli, di mia moglie. L’unica alternativa che trovo è scappare, incontro una persona che mi chiede tutti i miei risparmi per andare in Italia, mi assicura che andrà tutto bene, io li spendo poiché la mia famiglia è molto più importante. Una volta arrivati al porto, di notte ci tolgono le valigie (non c’è abbastanza spazio) ci ammassano su questa barca che ha un’aspetto poco rassicurante e prego Dio che almeno i miei figli e mia moglie arrivino sani e salvi. Cerco di tranquillizzare i miei bambini, oramai siamo arrivati, hanno sete e fame e ho paura che non sopportino il viaggio. Ringraziando Dio sono arrivato, durante il viaggio una donna è morta e un bambino è annegato in mare, durante un breve periodo ho studiato l’Italiano in modo da poter capire, almeno le cose basilari, ma una volta arrivato vengo portato dentro questo centro che sembra un lager, dopo aver dato da mangiare un pezzo di pane e aver messo a riposo i bambini vado in bagno per sciacquarmi il viso, manca l’acqua e il bagno è inagibile, una volta uscito sento un’ Italiano che dice: ok domani li riportiamo a casa. E io ho speso tutti i miei soldi per niente? Devo tornare in quell’inferno? Preferisco scappare da quì dentro e almeno cercare di far restare in Italia i miei figli per dagli una vita migliore. 

Dopo questo breve discorso, che ho fatto tempo addietro con un immigrato che adesso non so dove sia finito poiché ho perso del tutto i contatti,  vedo e sento dire commenti di questo tipo:

Dobbiamo ospitare tutta l’Africa e farci schiacciare in nome di una fantomatica solidarietà che, alla fine, non fa’ contento nessuno: nè gli extracomunitari ( su 1000 arrivati solo 100 sono profughi ) che non troveranno nè casa nè lavoro ma, ancora meno, gli italiani che vedono aumentare esponenzialmente la criminalità e le tasse che servono per pagarne l’assistenza quotidiana. E sarebbe questa l’integrazione, Napolitano?? Siete bravi solo a parole. Italiana disillusa

Rimango basito dall’ignoranza delle persone. Questi problemi di immigrazione e queste guerre sono stati portati sempre da noi occidentali, Gheddafi adesso deve andar via per scelta nostra, noi abbiamo “aiutato” (anche se in realtà abbiamo proprio creato questa rivoluzione) i rivoluzionari non perché ci interessi minimamente portare la democrazia, ma perché per noi occidentali (ovviamente parlo di petrolieri e venditori di armi il noi è sempre riferito a “i potenti occidentali”) sarà una manna, ci farà risanare l’economia e avremmo la possibilità di mettere le mani sui giacimenti di petrolio del posto (vedi l’iraq).

La verità è che anche nel nostro piccolo, l’egoismo ci porta a essere razzisti e a non valutare realmente i fatti accaduti, è facile dire che gli immigrati vengono quì semplicemente per far danno e per violentare le nostre donne, ma la realtà è ben diversa, e spesso il nostro stesso governo rende impossibile a una persona immigrata di avere un lavoro in regola e pagato decentemente. La soluzione non sta ne nell’ospitare tutti quì ne nel cacciarli via a priori, se realmente vorremmo risolvere il problema dovremmo smetterla di usare questi paesi solo come “risorse” e dare anche a loro la possibilità di crescere e di svilupparsi, ci costerebbe decisamente meno e sicuramente tutti vivremmo una vita più serena. La pace è l’unica via per un mondo migliore.

Voglio riportarvi un articolo, dove Giorgio Napolitano risponde a una articolo di  Claudio Magris:

E’ un richiamo quasi disperato quello che esce dalla voce del Capo dello Stato Giorgio Napolitano in risposta all’articolo di Claudio Magris che ieri sulCorriere della Sera ha pubblicato un articolo denunciando la totale indifferenza con cui i giornali e le televisioni italiane hanno raccontanto la drammatica tragedia dei duecento migranti partiti dalla Libia e inghiottiti dal mare prima di approdare sulle coste italiane.

In una lettera aperta pubblicata oggi sul Corriere della Sera Napolitano ha risposto all’analisi di Magris, cercando di risvegliare dal torpore dell’indifferenza i cittadini italiani ed europei che sembrano assuefatti di fronte al ripetersi di tragedie che vedono come vittima gli immigrati.

“Le notizie relative ai duecento, forse trecento esseri umani scomparsi giorni fa in acque tunisine non riuscendo a salvarsi da un barcone travolto dalle onde, sono sparite dai giornali e dai telegiornali prima ancora che si sapesse qualcosa di più sull’accaduto” queste le prime righe della lettera aperta di Napolitano che proseguendo si rivolge direttamente a Magris:“Se è vero, come lei dice che la democrazia è tale in quanto sappia ‘mettersi nella pelle degli altri, pure in quella di quei naufraghi in fondo al mare’, occorre allora scongiurare il rischio di ogni scivolamento nell’indifferenza, occorre reagire con forza, moralmente e politicamente, all’indifferenza: oggi, e in concreto rispetto all’odissea dei profughi africani in Libia, o di quella parte di essi che cerca di raggiungere le coste siciliane come porta della ricca Europa”.

Napolitano ha poi proseguito lanciando un appello direttamente alla Comunità Internazionale e all’Unione Europea: “La comunità internazionale, e innanzitutto l’Unione Europea non possono restare inerti dinanzi al crimine che quasi quotidianamente si compie organizzando la partenza, su vecchie imbarcazioni, di folle disperate di uomini, donne, bambini. È un crimine lucroso gestito da avventurieri senza scrupoli è un crimine che si chiama ‘tratta’ e ‘traffico’ di esseri umani.”

Assuefazione ed indifferenza dunque i grandi nemici da abbattere per rendere davvero l’Italia e l’Unione Europea terra di democrazia.  FONTE 

Spesso la nostra visione limitata della situazione ci fa creare pregiudizi, fomentati anche da un’informazione deviata, il mondo oggi esige un nuovo modo di vedere, esige una nuova comprensione che vada al di là della nostra austera tendenza politica. Un mondo migliore può esserci solo con una maggiore informazione, meno egoismo e maggiore empatia verso tutti.

Ovviamente, come sempre, potrei sbagliarmi, ma la scelta di creare un mondo migliore spetta solo a voi, il “ci penserà qualcun’altro” farà solo che le cose continuino in questa direzione.

Un abbraccio.

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