Ennesima truffa globale: la guerra in Libia.

Salve, come sempre mi sono informato per parecchio tempo prima di esprimermi a riguardo la guerra in Libia. Allora la tv e i giornali nazionali e internazionali vi hanno fatto bere la storia che il popolo libico si sia ribellato a Gheddafi. Ovviamente Gheddafi è un tiranno senza scrupoli e non lo metto assolutamente in discussione, ma quello che molti non sanno è che l’Unione Africana si era riunita in Etiopia per discutere la proposta del presidente libico Gheddafi di unire il continente africano e i paesi arabi in una confederazione che si sarebbe chiamata Stati Uniti d’Africa. Ma né il presidente USA né la ben addomesticata stampa nazionale ritenne opportuno informare il popolo americano e europeo di questo fatto, che pure sarebbe stato di grande interesse. Vi riporto in breve il piano:

Il piano di Gheddafi prevedeva la creazione di una moneta unica. Il dinaro libico sarebbe diventato il dinaro africano, usato da circa un miliardo di persone e da molti paesi petroliferi. La Libia, con riserve di 143.8 tonnellate d’oro per un valore di oltre 6,5 miliardi di dollari e risorse di petrolio e gas che la mettono al nono posto nel mondo, avrebbe forse potuto disporre dei mezzi necessari per realizzare il progetto.

Ecco cosa disse il Dipartimento del Tesoro USA all’inizio delle operazioni sul tema del sequestro dei depositi finanziari libici: “La Libyan National Oil Corporation è stata la prima fonte di finanziamento per il regime di Gheddafi – afferma il direttore dell’OFAC Adam J.Szubin – In linea con la risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza ONU, tutti i governi dovrebbero congelare i fondi della National Oil Corporation e far in modo che Gheddafi non possa usare questa rete di aziende per finanziare le sue attività”. “Il Tesoro americano terrà sotto costante sorveglianza le attività della National Oil Corporation in Libia. Se le filiali o le strutture produttive della National Corporation dovessero cambiare di proprietario o di controllo effettivo, il Tesoro potrebbe autorizzare transazioni con queste nuove entità.”

La cosa ancora più assurda è con quanta rapidità i ribelli (disorganizzati e privi di fondi e finanziamenti a detta dei giornali) abbiano creato una banca privata e una società sulla produzione petrolifera! Vi ricordo che la banca precedente era una banca statale e totalmente autogestita dallo stato senza intermediari e facendo si che lo stato stesso non avesse il nostro problema del “debito” verso una banca privata (vedi Bankitalia) o verso altri enti, cosa che all’unione europea non va bene visto che è comandata da banche e aziende private. Vi riporto ancora un articolo per farvi capire meglio:

”Un fatto raramente citato dai politici e dai media occidentali è che la Central Bank of Libya è proprietà statale al 100%. I finanzieri globalisti e i manipolatori dei mercati non apprezzano questo fatto e continueranno i loro sforzi volti a rovesciare Muammar Gheddafi , ponendo fine all’esistenza della Libia come nazione indipendente. Attualmente il governo libico crea la propria moneta, il Dinaro Libico, attraverso la propria Banca Centrale. Difficile sostenere che la la Libia non sia una nazione sovrana con le proprie vaste risorse, in grado di sostenere i propri destini economici. Ma per i cartelli bancari globalizzanti è un grosso problema dover passare dalla Banca Centrale libica e dalla sua moneta nazionale per le loro transazioni con la Libia, un paese in cui non hanno praticamente nessun potere negoziale. Perciò. Distruggere la Central Bank of Libya (CBL) pur non comparendo nei discorsi di Obama, Cameron o Sarkozy, è certamente al primo posto nell’agenda dei globalizzatori che vogliono risucchiare anche la Libia nel gregge delle nazioni asservite e ubbidienti. Quando si sarà dileguata la cortina fumogena prodotta da missili di crociera e bombe a frammentazione, vedremo la coalizione dei riformatori mettersi a riformare il sistema monetario libico, inondandolo con dollari di dubbio valore e promettendolo a una serie di caotici cicli inflazionistici.”

Scrisse Robert Wentzel su EconomicPolicyJournal.com: ”E’ una cosa da Guinness dei primati. I ribelli libici di Bengasi annunciano di aver creato una nuova compagnia petrolifera nazionale per sostituire quella controllata da Gheddafi, le cui proprietà sono state bloccate su richiesta del Consiglio di Sicurezza Onu, e hanno anche creato una banca centrale ! Il Consiglio Nazionale di Transizione (cioè il governo dei ribelli libici) annuncia in un comunicato che il 19 marzo è stata creata la Libyan Oil Company, con piena autorità sulla produzione petrolifera del paese e con sede provvisoria a Bengasi; un direttore generale ad interim è stato già nominato. Il Consiglio annunciava anche di aver designato la Banca Centrale di Bengasi come sola autorità monetaria competente in Libia, anche questa con sede temporanea a Bengasi e con un Governatore della Banca Centrale già nominato.”

Inoltre alla Libia moli altri stati non hanno una banca centrale in mano a privati come Irak, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Alla fine mi chiedo quanto tempo ci metteremo ad attaccare (con un’altra scusa o magari la stessa) questi altri paesi che mancano all’appello. Ovviamente dalla nostra possiamo sempre dire che l’EU e USA attaccano per sostenere la democrazia (cosa che alla fine dei conti non hanno mai fatto, qualcuno di voi sa cosa succede in questo momento in Iraq?) e per sostenere un popolo che si ribella con persone inviate o addestrate dalla CIA e dall’FBI per crescere in quei posti e portare idee di rivoluzione e coinvolgere le persone del posto come è successo in Libia, così facendo danno campo libero ai nostri soldati e alle nostre guerre che faranno cadere nelle grinfie di banche e società le risorse e la popolazione locale che inizierà, come noi d’altra parte, a consumare i loro beni e a indebitassi per farlo con le banche mentre da sotto il naso gli vengono trafugate risorse e di conseguenza denaro che sarebbe di  legittima proprietà della popolazione malcapitata.

Ma in un mondo che è sempre sottoposto alle regole BIS (Le regole della BIS mirano unicamente a rafforzare il sistema bancario internazionale privato, anche mettendo a rischio le economie nazionali. La BIS fa ai sistemi bancari nazionali quello che l’FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha fatto ai sistemi monetari nazionali. Le economie dei singoli paesi ormai soggetti al dogma della globalizzazione finanziaria hanno cessato di servire gli interessi nazionali. Agiscono invece per rafforzare quella che Alan Greenspan, presidente della Federal Riserve americana, definisce come l’egemonia finanziaria USA in nome del profitto privato.) non possiamo pretendere che le cose vadano diversamente, anzi è una naturale evoluzione degli eventi. Ma uno dei problemi principali, per il quale i governi continuano a fare i loro sporchi giochi, è che abbiamo sempre la memoria corta, vi ricordate cos’è successo negli anni passati? Vi rinfresco la memoria con questo articolo:

Non sorprenderà nessun analista della politica estera americana che gli USA intendano rispondere con le armi a qualsiasi minaccia contro il capitalismo e il potere imperiale. La nostra CIA ha sostenuto colpi di stato militari contro governi democraticamente eletti in almeno 15 paesi:

Cuba (1952)
Iran (1953)
Guatemala (1954)
Zaire (1961 e 1965)
Repubblica Dominicana (1963)
Brasile (1964)
Indonesia (1965)
Grecia (1967)
Laos (1967-1973)
Ecuador (1961, 1963 e senza successo nel 2010)
Cile (1973)
Nicaragua (1979-1990)
Haiti (1991, 2004)
Venezuela (senza successo, nel 2002)
Honduras (2009)

Il solo punto in comune era che questi paesi avevano governi socialisti o generalmente di sinistra percepiti come minaccia allo sfruttamento capitalista/globalista del mondo in via di sviluppo. La CIA continua a fare la stessa cosa in numerosi altri paesi: questa è infatti solo una lista dei governi democraticamente eletti rovesciati con l’aiuto della CIA.

Ma ciò che non può essere fatto di nascosto può essere fatto apertamente. Quando una rivoluzione richiedeva sostegno abbiamo prontamente indotto l’ONU a dare il suo benestare e i nostri alleati capitalisti della NATO a prendere le armi invocando la necessità di un intervento umanitario. E’ indubbio che la CIA sia stata all’opera nel fomentare la rivolta libica di Bengasi. D’altronde il comandante in capo dei ribelli è un certo Colonnello Khalifa Haftar, che aveva sostenuto il colpo di stato di Gheddafi nel 1969 ed era stato membro del Consiglio per il Comando della Rivoluzione fino al 1987, quando aveva rotto con Gheddafi e si era messo alla testa della cosiddetta Libyan National Army in rivolta nel Ciad [9]. Poi, nel 1991, Haftar era andato negli USA stabilendosi a Falls Church, Virginia, a 7 miglia dalla sede centrale della CIA a Langley. Che fosse pagato dalla CIA non era d’altronde un mistero per nessuno.

Per concludere voglio dire che io sono assolutamente d’accordo con la rivoluzione contro Gheddafi, poiché è stato e rimarrà sempre nella storia un’altro sanguinario dittatore e despote ma il problema quì sta nel fatto che gli USA e l’EU si stanno facendo spazio e continuano i loro piani approfittando della situazione e delle ribellioni che, spesso, vengono anche fomentate dalla CIA.

FONTE DELLE TRADUZIONI DEGLI ARTICOLI

Come sempre, possiamo sbagliarci, ma ricordate tenete gli occhi aperti e informatevi.

Un abbraccio.

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