Terremoti, eruzioni e le teorie di Thomas J. Chalko

Salve a tutti, sono certo che tutti voi abbiate sentito dei terremoti a Roma, la cosa non penso che preoccupi nessuno e che nessuno abbia fatto del catastrofismo inutile. Però sulla questione terremoti vorrei portare alla luce un articolo scritto dal Dr. J. Chalko che ha suscitato il mio interesse. Partiamo dal fatto che, come molti di voi sapranno, i governi di tutto il mondo, in barba alle conseguenza, testano continuamente bombe in tutto il globo (quelle di entità minore [atomiche] in superficie in zone per lo più desertiche, quelle a neutroni nel sottosuolo). Queste bombe a neutroni hanno delle particelle subatomiche che sono in grado di superare terra, roccia e arrivare fino al nucleo della terra. Questa sorta di “svista” degli scienziati ha la possibilità di trasformarsi in una catastrofe, poiché queste radiazioni arrivano fino a liquefare il nucleo della terra che, al di là di quello che vi viene detto, è solido e non liquido, di conseguenza aumentandone la temperatura. Questo nucleo sciogliendosi farebbe aumentare la temperatura in tutto il sottosuolo e sapete qual’è la logica conseguenza? La terra farebbe la fine di una centrale atomica fuori controllo con il nocciolo in piena fusione: ESPLODE. Ovviamente le avvisaglie sono i terremoti e la ripresa violenta di eruzioni vulcaniche in tutto il mondo.  Per oltre 40 anni abbiamo bombardato il sottosuolo con le bombe a neutroni, probabilmente senza sapere l’effettivo danno che hanno portato all’interno del pianeta. Il decadimento degli isotopi del nucleo terrestre è un processo che non può essere arrestato, ma se continuiamo a utilizzare queste bombe non faremo altro che accelerarlo. La cosa più ovvia, come sempre, è che adesso vi fanno credere che nessuno abbia più queste bombe e che non vengano più testate:

La bomba fu testata per la prima volta nel 1963 in un’esplosione sotterranea avvenuta al Nevada Nuclear Test Site. Furono sviluppati tre modelli di bomba a neutroni:
– Il primo, W66, era stato creato per essere lanciato a bordo di un missile. Aveva la potenza di qualche kilotone, ed era stata progettato per distruggere e disabilitare una testata esplosiva in arrivo attraverso un flusso di neutroni.
– W70 Mod 3, anch’esso progettato per missili a corto raggio, e con una potenza variabile tra 1 e 100 kilotoni. Ne furono costruiti 1250 pezzi in totale, e smantellati del tutto nel 1996.
– W79 Mod 0, proiettile d’artiglieria da 203 mm con una potenza variabile compresa tra 100 tonnellate di tritolo e 1,1 kilotoni. L’ultimo esemplare della W79 Mod 0 venne smantellato nel 2003.

Attualmente, pare che nessun Paese del mondo conservi nel suo arsenale una bomba a neutroni. L’ultimo test di quest’arma fu condotto dalla Francia nel 1980, e da allora nessuno ha più testato la bomba. FONTE

Mi piacerebbe dire che fosse così ma non è assolutamente vero, anzi, in gran segreto continuano a testare tutti i prototipi che stanno ultimamente progettando. Anche perché se andiamo un pò indietro vedrete come nel 2003 una bomba a neutroni è esplosa in Iraq:

Iraq, aprile 2003: una bomba a neutroni esplode nell’aeroporto di Baghdad.
di redazione
15 Nov 2004
Riceviamo da una fonte autorevole che desidera mantenere l’anonimato Mosca, 15 Novembre 2004. Non ci sono certezze. Eppure, sembra proprio che sia accaduto: nella “battaglia dell’aeroporto”, come ancora oggi vengono chiamati i terribili scontri avvenuti nei primi giorni di aprile del 2003 nell’aeroporto internazionale Saddam Hussein di Bagdad, i militari Usa dopo aver subito pesantissime perdite – forse centinaia di umini uccisi, letterlamente fulminati da scariche elettriche da 11mila volt – avrebbero aver fatto uso di una piccola bomba atomica. Una bomba a neutroni. L’ esplosione avrebbe provocato istantaneamente un flusso intensissimo di
neutroni, una vera e propria ventata di radioattività, che riuscì a cancellare ogni forma di vita, provocando un campo elettromagnetico di così grande intensità da portare alla liquefazione le linee elettriche e telefoniche dell’intera area dell’areoporto. FONTE

Adesso, arrivati quì possiamo citare l’articolo che, come da titolo, mi ha creato questi dubbi:

Le conseguenze del surriscaldamento del pianeta sono molto più gravi di quanto si fosse immaginato. Queste conseguenze sono strettamente legate alle caratteristiche del “nucleo”del pianeta scoperte di recente.

Decenni di rilevamenti sismici hanno cofermato il fatto che il nucleo della Terra è un corpo solido di circa 1220 km di raggio e di forma quasi sferica situato al centro del pianeta.  La teoria più accreditata a proposito è quella secondo la quale questo corpo solido è cresciuto lentamente  fino alle sue dimensioni attuali come conseguenza della “cristallizzazione” dello strato liquido che lo circonda. A 
quanto pare la spiegazione di come il nucleo genera calore si trova nel “calore latente” di questa “cristallizzazione”.

Questo articolo analizza le condizioni dell’equilibrio idrogravitazionale del nucleo terrestre e fornisce una prova scientifica  di come le dimensioni e il peso del nucleo terrestre non possano diminuire al di sotto di un livello minimo, in quanto il nucleo non sarebbe più in grado di rimanere al centro del pianeta.

Poiché solo in passato il nucleo terrestre può essere stato più grande e pesante di quanto lo sia ora, non può essere il risultato di nessuna “cristallizzazione”. Questa semplice deduzione ha conseguenze incredibili. 

Immaginate un oggetto gigantesco di 1220 km di raggio che lentamente diventa più piccolo e leggero e che genera calore per milioni di anni. Cosa può essere? Solo un oggetto che genera calore per mezzo della caduta di particelle nucleari. 

La conseguenza principale di questo fenomeno si deve al fatto che tutto il calore generato all’interno della Terra è di origine radionica. In altre parole, la Terra può essere considerata come un reattore nucleare alimentato sia da fissioni spontanee di vari isotopi  all’interno del nucleo pesantissimo, sia dalla caduta di altri isotopi nel mantello e nella crosta.

La vita sulla Terra è possibile solamente grazie al sistema di raffreddamento di questo reattore, un processo che è controllato principalmente dall’atmosfera. Attualmente tale sistema controlla un delicato equilibrio termico tra il calore del nucleo, quello solare e quello delle radiazioni nello spazio. In questo modo la temperatura media del pianeta si aggira intorno ai 13 gradi centigradi.

Questo articolo considera la possibilità dello “scioglimento” del nucleo terrestre dovuto alle ridotte capacità di raffreddamento dell’atmosfera che trattiene sempre più calore solare a causa dell’ l’effetto serra. Inoltre, vengono considerati fattori che possono accelerare tale processo quali l’aumento dell’attività solare in concomitanza con le emissioni dei gas serra.

La conseguenza più grave di tale “scioglimento” potrebbe essere la separazione basata sull’assetto gravitazionale di isotopi instabili nel nucleo. Tale separazione può “arricchire” il carburante nucleare all’interno del nucleo al punto da generare una reazione a catena e un’esplosione atomica. È possibile che la Terra diventi un’altra “cintura d’asteroidi” nel sistema solare?

Si sa che il calore solare è il principale fattore che determina le temperature sulla superficie terrestre. Tuttavia nelle regioni polari l’influenza del calore solare è minima ed è proprio qui che sono evidenti gli effetti del calore che proviene dall’interno nel pianeta. L’aumento delle temperature dei mari artici e lo sciogliemento delle calotte polari sono i primi sintomi che indicano un surriscaldamento del nucleo del pianeta.

Mentre i politici e gli uomini d’affari continuano a discutere sull’esigenza di ridurre i gas serra e a rifuitarsi di accettare ogni responsabilità,

il processo di surriscaldamento del nucleo è già cominciato; I mari artici stanno diventando sempre più caldi e le calotte polari si stanno sciogliendo. Abbiamo abbastanza immaginazione, intelligenza e integrità morale da renderci conto del problema prima che la situazione diventi irreversibile?Click here for a list of active volcanoes

Non ci sarà una SECONDA POSSIBILITÀ…

Quanti gradi mancano prima che “il nucleo” raggiunga la sua temperatura di fusione? Abbiamo conoscenze sufficienti per stabilire l’intesità dell’attività solare nel prossimo decennio?

Volcanoes become active and erupt violently not because the Earth’s interior “crystallizes” as it is currently believed, but because the planetary nucleus is a nuclear fission reactor that needs COOLING.

Noi non siamo la prima “civiltà” sulla Terra ad essere estinta per la sua mancata conoscenza della Natura. Saremo forse l’ULTIMA? Chi abusa della Natura merita di esistere?

“La prova: se l’intelletto non vuole o non è in grado di capire l’analisi, nessuna prova è possibile” [La Libertà di Scelta]

Questo riassunto può essere distribuito liberamente a condizione che il suo contenuto non venga rimosso o alterato in alcun modo. Continueremo a fare ricerche e a pubblicarle. Voi potete iniziare a darci una mano spedendo questo riassunto come forward a tutti i vostri amici e a chiunque abbia abbastanza buon senso da capire il contenuto di questo articolo. L’unica possibiltà che abbiamo è quella di informare le persone di tutto il mondo affinché coscientemente e in modo intelligente possano SCEGLIERE ed ESIGERE l’azione dei “leader” che hanno eletto. Credere non è abbastanza. Le persone hanno bisogno di SAPERE. FONTE

Ricapitoliamo, il nostro nucleo terrestre non è liquido ma solido, i militari hanno fatto esperimenti a chilometri di profondità con delle bombe a neutroni che avrebbero accelerato il decadimento degli isotopi e facendo sì che la temperatura continuasse ad aumentare, conseguentemente negli ultimi anni abbiamo un’aumento esponenziale dei terremoti e delle attività vulcaniche.

Ovviamente potrei sbagliarmi e potete prendere tutto come una favola, ma informatevi e fatevi una vostra opinione.

Un abbraccio.

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