Strage di Utoya: altri sospetti risalgono il fiume di menzogne

Salve a tutti, probabilmente vi ricorderete dell’articolo già scritto da me in precedenza riguardo l’argomento, riguardo i “sospetti” che questo massacro avvenuto a Utoya fosse stato ben programmato, anzi diciamo agevolato, sia dalle forze dell’ordine sia da ordini di “alto livello”. Bene, adesso, coincidenze su coincidenze sono venuto a sapere di una notizia che mi ha creato una sorta di dejavù. Vi ricordate quando ci fu l’attentato alle torri gemelle? Guarda caso un paio di giorni prima ci fu un’addestramento da parte delle forze dell’ordine che simulava proprio un’attentato simile, stessa storia per quello di Londra sulla metropolitana ecc. Adesso la cosa curiosa è che, anche in questo caso, abbiamo una sequenza simile,  alcune unità speciali di polizia eseguirono operazioni di addestramento contro il terrorismo pressappoco identiche alla situazione che, poche ore dopo e lo stesso giorno (22 luglio), le squadre speciali di polizia si sarebbero trovate ad affrontare ad Utoya. Adesso mi viene da pensare che, arrivati a questo punto e raccolto questi dati, non sia solo una coincidenza, ma forse dovevano essere pronti per andare a fermare (con calma, 2 ore non sono poi così tante) il killer e dovevano avere un minimo di cognizione su come muoversi (essendo un esercito poco addestrato su una tale situazione vista la tranquillità del posto e la totale assenza di minacce terroristiche).

Vi riporto l’articolo cosicché possiate farvi una vostra idea sulla situazione e sull’accaduto:

UN’ESERCITAZIONE DEL 22 LUGLIO SULLO STESSO SCENARIO DI UTOYA
di Andreas Ground Foss
dal quotidiano norvegese Aftenposten
traduzione di Gianluca Freda
A partire da quattro giorni prima e fino allo stesso venerdì in cui l’attacco [di Breivik] venne portato a termine, alcune unità speciali di polizia eseguirono operazioni di addestramento contro il terrorismo pressappoco identiche alla situazione che poche ore dopo, lo stesso 22 luglio, le squadre speciali di polizia si sarebbero trovate ad affrontare ad Utoya.
L’Aftenposten ha ricevuto conferma, da fonti attendibili nella direzione della polizia di Oslo, che tali esercitazioni ebbero termine alle ore 15 di quello stesso venerdì.
Tutti gli agenti delle squadre d’emergenza che intervennero presso i quartieri governativi dopo l’esplosione dell’autobomba e che più tardi sbarcarono ad Utoya per arrestare Anders Behring Breivik, in quella stessa giornata e nei giorni precedenti avevano partecipato ad un addestramento che contemplava uno scenario estremamente simile.
La polizia si limitò dunque a sospendere l’esercitazione per andarsi ad addestrare sulla realtà.
Le esercitazioni della polizia, secondo le informazioni ricevute dall’Aftenposten, si erano svolte quello stesso giorno nella zona di Tyrifjorden [lo stesso lago nel quale si trova l’isola di Utoya, NdT]: esse contemplavano l’attacco di unità terroriste mobili in cui uno o più esecutori agivano con l’unico scopo di sparare a quante più persone fosse possibile, prendendo poi di mira le unità di polizia al loro arrivo.
“Si trattava di qualcosa di molto simile a ciò che stava per accadere. Così ha voluto il caso”, ha dichiarato una fonte della polizia che ha chiesto di restare anonima.
Massacro
Lo scenario su cui la polizia si era addestrata non contemplava un numero di vittime elevato come quello poi registratosi ad Utoya.
Le unità speciali di polizia svolgono esercitazioni continue. Ma ogni tre mesi gli “schemi” su cui si allenano vedono variare gli scenari d’intervento.
Si tratta di diversi tipi di situazioni su cui la polizia prevede la possibilità di dover intervenire con le squadre d’emergenza. Possono essere esercitazioni svolte in luoghi chiusi, all’interno delle città o con altri tipi di ambientazione.
Secondo la polizia, [quello di Utoya] è uno scenario su cui gli agenti si addestrano diverse volte ogni anno e su cui si sono addestrati per molti anni, soprattutto in concomitanza con eventi verificatisi in altre nazioni.
26 minuti 
Appena 26 minuti dopo la conclusione delle sessioni di addestramento per le squadre d’emergenza, esplose la bomba nei quartieri governativi. Le Squadre d’Emergenza vennero immediatamente mobilitate.
Alle 17.30 la polizia di Oslo ricevette la notizia di una sparatoria in corso ad Utoya. La notizia fu presa talmente sul serio che le squadre d’emergenza utilizzarono non soltanto le auto che avevano a disposizione per la loro attività, ma anche quelle fatte arrivare dalla stazione di polizia di Grønland, a Oslo.
Durante la strada, cercarono anche di contattare il distretto di polizia di Nordre Buskerud, e alle 18.02, sei minuti prima di arrivare ad Utoya, riuscirono ad avvertirlo e stabilirono di incontrarsi a Storøya.
C’erano sette agenti delle squadre d’emergenza e tre ufficiali di polizia di Nordre Buskerud in un unico canotto di 4.9 metri. Il canotto era talmente sovraccarico che iniziò a imbarcare acqua. La polizia venne aiutata da un’imbarcazione civile e proseguì il percorso verso Utoya.

Fonte: http://blogghete.altervista.org

Detto questo la mia conclusione è che, come già da me ipotizzato, questa sia stata un’altra strage ben programmata e definita, probabilmente sotto la volontà dei servizi segreti americani ed israeliani per inviare un “avvertimento” al governo norvegese per l’atteggiamento di *inottemperanza *[sost. Sinonimi: disobbedienza] ai dettami statunitensi, manifestato in diverse occasioni, e per una sua certa avversione alla politica stragista portata avanti da Israele in Medio Oriente, quindi con tutta probabilità Anders Behring Breivik inoltre a essere un malato mentale è anche una pedina di questo sporco gioco.

Come sempre potremmo sbagliarci e questa è solo la nostra opinione, ma ricordate che più coincidenze fanno una verità.

Un abbraccio.

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