Questa ossessione della crescita economica..

Photo: ©Ersler Dmitry/iStock.com

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Salve a tutti, devo dire che ho taciuto in questo periodo, non tanto per una mancanza di argomentazioni, ma più che altro per non essere ripetitivo visto che le cose che stanno accadendo le ho già commentate in altri articoli e che, puntualmente, si ripetono come un cane che si morde la coda. Dubito che ci sia stata molta gente esterrefatta delle opere del nostro governo poiché alla fine se hanno messo un governo che può sparare colpi senza essere accusato qualche morto lo farà di certo. Io mi chiedo come (sia destra che sinistra) il “vecchio governo” sia ancora lì a mangiare soldi senza muovere un dito e a muovere solo la testa su e giù alle parole del loro padrone illuminato. Vedo però che c’è molta confusione fra la gente, vedo gente che prima era contro berlusconi e che adesso lo rivuole (dalla padella alla brace e viceversa???) vedo altri che vorrebbero (come secondo me sarebbe più opportuno) rifare delle elezioni con gente “nuova” e scelta dal popolo, ma alla fine nessuno ha bene le idee chiare. Viviamo in un periodo confuso è vero, in TV e nei giornali sono usciti dei vocaboli che fino a poco tempo fa la gente avrebbe definito “paroloni” sparati un po’ ovunque: BOT CCP eccetera. Il succo di tutti questi paroloni alla fine è una ricerca assennata, ossessiva di questa fantomatica crescita economica. La crescita deriva dal fatto che della gente possa spendere denaro per acquistare beni e servizi (soprattutto beni di consumo) e che le aziende che producono questi beni possano sempre avere degli acquirenti. Ora alla base di questa teoria, se siete mai stati in un’azienda qualsiasi che produce, c’è sempre un direttore o un responsabile che sprona a vendere sempre di più. Adesso io non capisco come si possa pretendere di raggiungere questi fantomatici “target” sempre più alti quando lo stesso lavoratore che deve vendere come un pazzo guadagna dei soldi che a stento (magari qualche giorno saltiamo anche il pasto che male non fa….[???]) lo fanno campare in maniere quantomeno “decorosa”. Alla crescita economica sono rapportati 2 fattori essenziali, uno è una maggiore produzione trainata da un maggior consumo, ma da quello che vedo io ultimamente si fa tutto il contrario, e anche quando si facesse così, pensate davvero che non ci sia una fine a questo mostro che chiamate “crescita economica”? La fine c’è e ci siamo dentro a piedi pari, il problema è che non è una fine reale ma virtuale, cioè il problema sostanziale è che i soldi non esistono più, ci sono dei Byte che ci dicono quanti soldi “dovremmo avere” ma che alla fine non abbiamo poiché di fisico non c’è nulla nelle nostre mani. Questo perché? Ovviamente perché dovevamo arrivare ad un punto di crisi, una situazione di stallo dove in preda al panico ci consegneremo nelle mani delle banche senza nemmeno fare un minimo di resistenza.

Il capitalismo devo dire che mi ha sempre creato molti dubbi. La nostra società basata sul capitalismo ha davvero poco di “buono” e non migliora affatto la nostra vita, anzi crea problemi che, una volta avviati, non si fermano e continuano in cerchio perpetuo che va aggravandosi come della benzina usata per spegnere un incendio. A proposito di benzina, mi piace davvero tanto come i produttori di automobili siano convinti di poterne vendere sempre di più questi mezzi che sfruttano una tecnologia obsoleta ed estremamente inquinante. Se provate a prestare attenzione alle pubblicità che ci sono nei cartelloni, sui giornali, in radio ecc. le più “gettonate” sono prorpio quelle delle auto. Sempre più scontate e sempre più accessoriate, che bello eh? MA perché mai dovrei cambiare la mia auto se funziona? È questo il concetto di base del capitalismo: il consumismo inutile. Spreco, diseguaglianza e ossessione per il denaro. Vorrei leggeste un articolo che condivido molto a questo proposito e a proposito dei possibili risvolti di questa crisi:

“Gli scenari che si aprono, a quel punto, sono due. Uno prende spunto da ciò che accadde dopo il crollo dell’Impero Romano. Le città si spopolarono (Roma che ne aveva avuti due milioni si ridusse a 35 mila abitanti) e chi vi abitava andò a rifugiarsi nelle ‘ villae’ dei grandi proprietari terrieri o presso i monasteri. Nacque così il feudo, economicamente autosufficiente (autoproduzione e autoconsumo). Il denaro, di fatto, scomparve. Bisognerà aspettare otto secoli perché, con l’affermarsi dei Comuni, rifaccia la sua apparizione. Speriamo che sia questo primo scenario ad avverarsi. Perché il secondo è apocalittico. I feudi si formarono abbastanza pacificamente. Oggi potrebbe essere diverso.
Col crollo del mondo industriale e del denaro la gente di città, rendendosi conto che non può mangiare il cemento né bere il petrolio, dopo aver saccheggiato i supermarket si riverserà nelle campagne alla disperata ricerca di cibo. Ci arriverà a piedi (chi avrà la forza di farlo, gli altri cadranno lungo la strada) perché non ci sarà più benzina e si scontrerà con chiunque possegga un terreno coltivabile che difenderà con le unghie e con i denti perché sarà questione, per tutti, di vita o di morte. Fra cittadini e contadini o proprietari terrieri scorrerà il sangue. A fiumi (altro che il ridicolo ‘lacrime e sangue’ di cui si parla in questi giorni perché nessuno è disposto a lasciare sul campo 600 euro senza aver capito che fra poco, qualunque siano le misure prese, perderà tutto).
È anche possibile che le leadership mondiali dei Paesi più potentemente armati, prese dal panico, comincino, nell’impazzimento generale, a sganciarsi atomiche, l’una contro l’altra. In questo caso non si salverà proprio nessuno, nemmeno gli indigeni delle Isole Andemane che, come altri popoli che noi chiamiamo presuntuosamente ‘primitivi’ e i tedeschi, più correttamente, naturevolker (popoli della Natura) che hanno scelto di vivere in una società statica rifiutandosi di entrare in una dinamica come la nostra, nata (assieme a una serie di complessi fenomeni, fra cui, fondamentale, la diversa percezione del tempo, dal presente al futuro) dalla Rivoluzione industriale.
Queste cose noi le andiamo scrivendo, inascoltati, da un quarto di secolo (La Ragione aveva Torto?, 1985). Siccome non siamo buoni rideremmo a crepapelle vedendo che i cosiddetti illuministi, o, per essere più precisi, i loro ottusi epigoni, stanno tagliando, da tempo, il ramo dell’albero su cui son seduti. Il fatto è che su quel ramo ci stiamo anche noi e dobbiamo assistere impotenti a questo “auto da fé” che ci travolgerà come tutti gli altri. Questo è il tragico e beffardo destino di ogni Cassandra.” FONTE

Quello che farà il capitalismo in se è distruggere questo mondo in nome del denaro, lasciando alle generazioni future un mondo di immondizia e malattia. Ci sono molto film e telefilm che mostrano un fantomatico futuro dove l’aria non è respirabile, la frutta e la verdura non esistono più e la maggior parte delle specie animali sono estinte per sempre e non credo che siano poi tanto lontani dalla verità di questo passo. Credo che l’unico modo per vivere davvero in armonia con il mondo e con gli altri esseri umani sarebbe quello di aprire gli occhi alla realtà e rendersi conto che questa via che abbiamo intrapreso ci porterà solo e soltanto all’auto distruzione e alla distruzione del pianeta.  Credo che una delle poche e uniche cose che ci resta è combattere uniti contro un nemico comune, vi ricordo e vi ricorderò sempre che coloro che detengono la maggior parte delle ricchezze e che comandano a bacchetta i mercati e il mondo sono soltanto l’1% della popolazione totale,  noi siamo il 99% ma nonostante questo stiamo dietro ai loro capricci da bambini viziati e subiamo e sopportiamo le loro angherie, come se fossero i nostri padroni. SVEGLIATEVI! VOI SIETE I VERI PADRONI DELLA VOSTRA VITA! Dobbiamo solo cooperare con dei veri blocchi del sistema. Io vi dico che fra poco le tasse che monti pian piano sta inserendo saranno sempre più alte e presto non avremmo più modo di liberarci da questa morsa. A parer mio sarà una strage vera e propria, dobbiamo per forza arrivare a questo punto prima di agire?

Ovviamente, come sempre, posso sbagliarmi e potete benissimo non credere a quello che dico e bervi ciò che vi propina la TV, ma informatevi con i mezzi alternativi e fatevi un’opinione.

Un abbraccio.

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