Rivendico il nostro diritto di vivere una vita dignitosa!

© cobasreto.files.wordpress.com
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Salve a tutti, oggi sono riuscito finalmente a trovare il tempo di scrivere, dopo tanto tempo. Da l’ultima volta che ho scritto direi che le cose sono andate sempre peggio, abbiamo un governo tecnico che non ha votato nessuno e che, spesso, continua nei propri programmi nonostante molte persone (n.d.r. vedi i sindacati) siano totalmente contrari (l’articolo 18 sta per essere stravolto facendo andare a quel paese i diritti dei lavoratori). Abbiamo una dittatura bancaria a tutti gli effetti, i “tecnici” che dovrebbero “salvare l’Italia” la stanno consegnando a piè pari alle banca, anzi, mi correggo alla banka. Ma voi direte bè lo spread sta scendendo, si si ovvio che scende, lo spread lo decide la BCE (che ha tutti gli interessi a illuderci che questo governo stia migliorando le cose, in modo da prendere possesso del paese senza ne proteste ne tafferugli, o per lo meno lo fa in maniera subdola). Bè che dire, nel frattempo che noi ci beviamo le frottole che ci raccontano in televisione, abbiamo un articolo della repubblica che evidenzia come in Italia ci siano gli stipendi più bassi d’Europa, prendiamo la metà di Germania e Olanda:

L’ultima rilevazione di Eurostat, l’agenzia di statistica di Bruxelles, conferma la tendenza in atto ormai da qualche anno: il nostro paese si piazza al dodicesimo posto dietro a Grecia, Irlanda e Spagna. La retribuzione media è pari a 23mila euro. Articolo completo >>

I nostri stipendi sono lo specchio del malessere del nostro paese, ci trasciniamo sempre più debiti alle spalle poiché (parlo soprattutto della mia generazione 1000€) senza fare spendi e spandi, in un mese lo stipendio si spende totalmente per gli acquisti che ti consentono di “sopravvivere”. Se hai un “problema” come mal di denti, guasti alla tua auto (che magari usi esclusivamente per andare a lavoro) devi farti dei debiti, e ovviamente da chi vai? Vai dalle banche che ti strizzano fino al midollo, con tassi di interessi da strozzinaggio. La cosa che mi ha fatto arrabbiare di più è stato vedere lo stipendio dei politici, non per invidia (non me ne faccio niente di 200 mila euro in un anno) ma la cosa che mi fa davvero andare su tutti i gangheri sono state le parole dei politici e il fatto che io per sopravvivere lavoro onestamente 8/10 ore in un giorno senza poter permettermi uno spillo in più:

Adesso che questo “Governo dei tecnici” ha pubblicato le sue dichiarazioni dei redditipossiamo concludere, all’ingrosso, che tra la punta alta di una guardasigilli che guadagna sette milioni di euro all’anno e il più “sfigato” del gruppo, che ne guadagna solo 120 mila, la media è decisamente al di sopra dei 200 mila euro annui. Leggi l’articolo completo >>“Ora, la ministra della Giustizia ci chiede, pensate un po’, un atto di ‘buonismo’: siate indulgenti, ci esorta, guardate con benevolenza alla nostra agiatezza un tantino eccessiva, mentre noi vi svuotiamo le tasche, vi confischiamo diritti e garanzie sociali, vi consegniamo, nudi, alla giungla del mercato e alla lotta per la sopravvivenza.”  FONTE

Allora che cosa pretendete? Buonismo? ma andate a lavorare i campi per un paio di anni e a sudarvi davvero l’1% di quello stipendio. Ragazzi dobbiamo combattere, non possiamo farci portare via l’articolo 18, i nostri diritti, la nostra dignità di lavoratori!! Dobbiamo reagire a un governo di banche dittatoriale che ci vuole spremere sino all’osso per rendere i ricchi ancora più ricchi e noi sempre più poveri (rendetevi conto che ogni anno abbiamo aumenti istat, aumenti della benzina ogni stramaledetto giorno, aumenti dei beni di prima necessità e il nostro stipendio rimane UGUALE). Chi ha un’attività in proprio (ovviamente piccola, non una multinazionale) viene tartassato di tasse a tal punto da dover chiudere visto i periodi di crisi pilotata (ovviamente la crisi fa comodo alle multinazionali, anche per questo: toglie di mezzo i piccoli “concorrenti”).

Non siate distanti dagli avvenimenti, siate reattivi e arrabbiatevi davvero, poiché abbiamo la morsa attorno al collo che ci farà vivere ogni giorno di più nella miseria e lavorare sempre peggio.  Molti miei conoscenti hanno preferito emigrare, altri stanno vendendo tutto per scappare via, ma i problemi di questo paese non li risolveremo scappando, ma combattendo ogni giorno per i nostri diritti. Questa lotta di classe la stiamo facendo vincere a tavolino alle banche, alle grandi corporazioni che sfruttano la gente per continuare ad arricchirsi e, in maniera subdola, fare quello che gli pare e noi inermi stiamo lì a guardare.

Rendetevi conto che le riforme del lavoro non risolveranno nulla, renderanno soltanto la nostra condizione di lavoratori sfruttati e sottopagati ancora peggiore, come è successo e sta succedendo in Grecia e in Spagna:

I sostenitori di questa riforma del lavoro riconoscono che non avrà per adesso effetti positivi, ma dicono che solo così si potranno costruire le basi per crescere e per creare impiego nel futuro. La cosa certa, come scrive Joaquín Estefanía, è che in questa riforma lavorativa non c’è niente che garantisca la creazione di posti di lavoro, ma davvero tanto per rendere economico il licenziamento e privare i diritti ai lavoratori.

Allo stesso tempo, la Commissione Nazionale della Borsa Valori ha tolto il divieto, deciso alcuni mesi fa, che ostacolava determinati investimenti molto speculativi. E così, via libera alla speculazione. Quanti imprenditori si dedicheranno all’economia produttiva, se guadagnano di più a speculare? Basta licenziare un po’ di lavoratori e abbassare lo stipendio ai rimanenti per disporre di denaro fresco con cui investire. FONTE

In un paese come il nostro, dove i partiti non hanno ormai più motivo di esistete, sono ancora lì solo per continuare a mangiare dalle nostre spalle affaticate e stanche, a guardare un governo manovrato da banche e multinazionali che dettano legge, facendo finta che esista ancora la democrazia. Le banche non  prestano soldi perché sanno benissimo che molti fanno la fame e non riescono a ridare i soldi indietro (grazie a loro stessi), l’unica speranza è quella di riprenderci i nostri diritti combattendo, bloccando l’intero paese se è necessario, ma non dobbiamo dargli modo di vincere.

Voi mi direte, ma cosa ci concludono a renderci poveri? Bè è facile, i poveri sono quelli che lavorano per portare avanti le aziende, le fabbriche, le industrie e via dicendo, se si ha davvero bisogno di lavorare si accetta qualsiasi compromesso, lavori anche 12 ore al giorno e ti “accontenti” di uno stipendio che ti dia almeno la possibilità di avere un tozzo di pane sotto i denti e uno straccio per coprirti. Vi consiglio davvero di vedere “In Time” un film uscito di recente per rendervi conto della situazione che vogliono creare (ovviamente tralasciando il fantascientifico del tempo al posto del denaro, che in un certo senso non è poi così lontano dalla realtà). Non pensiate che non gli conviene, è questo il motivo per il quale in Africa la gente muore di fame e la situazione del famoso “terzo mondo” non si risolverà mai, perché gli conviene alla grandi multinazionali che li sfruttano e ogni giorno rubano risorse.

Ovviamente come sempre potrei sbagliarmi, sta a voi farvi un giudizio su questo argomento, ma ricordate, il nuovo ordine mondiale è alle porte.

Un abbraccio.

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